SPIRITO SANTO, mozione (4, 20-22)

(IV, 20) Gli effetti attribuiti dalla Sacra Scrittura allo Spirito Santo riguardo a tutto il creato

Abbiamo visto a suo tempo [I, c. 75] che la bontà di Dio è il motivo per cui egli vuole che esistano altre cose prodotte dalla sua volontà. Quindi l’amore con cui egli ama la propria bontà è la causa della creazione delle cose. Sal 103, 30: «Manda il tuo spirito e saranno creati». Anche il governo delle creature è concepito come un moto, in quanto Dio guida e muove le cose al loro fine. Se quindi l’impulso e la mozione spettano allo Spirito Santo a motivo dell’amore, è giusto che il governo e la propagazione degli esseri vengano attribuiti allo Spirito Santo. Gb 33, 4: «Lo Spirito del Signore mi ha fatto»; Sal 142,10: «Il tuo Spirito buono mi condurrà sulla via retta». E poiché governare i sudditi è l’atto proprio di chi è Signore, o padrone, giustamente allo Spirito Santo è attribuito questo nome. Infatti l’Apostolo scrive [2 Cor 3,17]: «Il Signore è lo Spirito». E nel Simbolo della fede è detto: «Credo nello Spirito Santo, che è Signore». Anche la vita poi si manifesta soprattutto nel moto. Se quindi a motivo dell’amore spettano allo Spirito Santo l’impulso e la mozione, giustamente gli si attribuisce anche la vita. Gv 6,64: «È lo Spirito che vivifica»; Ez 37,6: «Darò a voi lo Spirito, e vivrete». E nel Simbolo della fede professiamo di credere «nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita». Ciò concorda anche col nome di Spirito: infatti anche la vita fisica degli animali si attua mediante lo spirito vitale, che dal principio della vita si diffonde nelle altre membra.

(IV, 21) Gli effetti attribuiti dalla Scrittura allo Spirito Santo riguardo alla creatura ragionevole in riferimento ai doni gratuiti di Dio 

Siccome per opera dello Spirito Santo diveniamo amatori di Dio, e d’altra parte poiché ogni amato, in quanto tale, è in colui che lo ama, è necessario che per opera dello Spirito Santo abitino in noi anche il Padre e il Figlio. Il Signore infatti afferma [Gv 14,23]: «Verremo a lui», cioè in chi ama Dio, «e prenderemo dimora presso di lui». E 1 Gv 3,24: «In questo sappiamo che [Dio] rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato». È chiaro poi che Dio ama particolarmente coloro che costituisce suoi amatori per mezzo dello Spirito Santo, poiché non potrebbe conferire un bene così grande se non per amore. Per cui in Pr 8,17 si dice in persona del Signore: «Io amo coloro che mi amano»; «non quasi che noi abbiamo amato Dio per primi», spiega san Giovanni [1 Gv 4,10], «ma perché lui per primo ci ha amati». Ora, ogni amato viene a essere in colui che lo ama. È quindi necessario che per opera dello Spirito Santo non solo Dio sia in noi, ma anche noi in Dio. Per cui si dice in 1 Gv 4,16: «Chi rimane nella carità rimane in Dio, e Dio in lui»; e ancora [v. 13]: «Da questo sappiamo che rimaniamo in lui, e lui in noi: perché ci ha resi partecipi del suo Spirito». Scaturisce inoltre dalla benevolenza che si arrivi ad adottare qualcuno come figlio, mettendolo a parte della propria eredità; è quindi logico attribuire allo Spirito Santo l’adozione dei figli di Dio, secondo quel testo di Rm 8,15: «Avete ricevuto lo Spirito di adozione dei figli, nel quale gridiamo: Abbà, Padre».

(IV, 22) Gli effetti attribuiti allo Spirito Santo in quanto muove le creature verso Dio

È proprio dell’amicizia godere della presenza dell’amico, come pure delle sue parole e delle sue opere, e trovare in lui la consolazione in tutti gli affanni; per questo nei momenti di tristezza ricorriamo soprattutto agli amici per esserne consolati. Perciò, siccome lo Spirito Santo ci rende amici di Dio e fa abitare Dio in noi e noi in Dio [cf. c. prec.], ne segue che per opera dello Spirito Santo otteniamo la grazia e la consolazione di Dio contro tutte le avversità e le lotte nel mondo. Di qui Sal 50,14: «Rendimi la gioia della tua salvezza, e per opera dello Spirito principale dammi conforto», e ancora Rm 14,17: «Il regno di Dio è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo»; At 9,13: «La Chiesa aveva pace e si edificava, camminando nel timore di Dio, ed era ripiena della consolazione dello Spirito Santo». Per questo il Signore chiama lo Spirito Santo Paraclito, cioè Consolatore [Gv 14,26]: «Ma il Paraclito, lo Spirito Santo» ecc. Parimenti è proprio dell’amicizia concordare con l’amico nelle cose che egli vuole. Ora, la volontà di Dio ci viene indicata mediante i suoi precetti. Compete quindi all’amore con cui amiamo Dio osservare i suoi comandamenti, come è detto in Gv 14,15: «Se mi amate, osservate i miei comandamenti». Quindi, siccome noi siamo resi amatori di Dio per opera dello Spirito Santo, è sempre per opera sua che siamo spinti ad adempiere i precetti di Dio, secondo le parole dell’Apostolo [Rm 8,14]: «Quanti sono mossi dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio».