Tentazione, tentare Dio (II-II, 97)

La tentazione di Dio

Articolo 1

Se la tentazione di Dio consista nel compiere delle cose contando unicamente sulla sua potenza

L’uomo tenta Dio talora con le parole e talora con i fatti […].

Quando uno per necessità o per un’utilità si affida all’aiuto di Dio nelle sue preghiere o nel suo agire, questo non è un tentare Dio […]. Quando invece ci si comporta così senza necessità e senza scopo, allora ciò equivale a tentare Dio.

Articolo 2

Se tentare Dio sia un peccato

Tentare Dio per riscontrarne personalmente la potenza è un peccato.

Se però uno mette alla prova quanto riguarda le perfezioni divine non per riscontrare ciò personalmente, ma per darne la dimostrazione ad altri, allora non è un tentare Dio.

Articolo 3

Se la tentazione di Dio si contrapponga alla virtù della religione

Tentare Dio è un peccato contrario alla virtù della religione.

Articolo 4

Se la tentazione di Dio sia un peccato più grave della superstizione

Il peccato di superstizione è più grave del peccato della tentazione di Dio.