Trinità, le persone in relazione all’essenza (I, 39)

Le persone in rapporto all’essenza

Articolo 1

Se in Dio l’essenza e la persona si identifichino

In Dio l’essenza non differisce in realtà dalla persona, e tuttavia le persone differiscono realmente fra di loro.

Articolo 2

Se si possa dire che le tre persone sono «di un’unica essenza»

Per il fatto che abbiamo più persone e una sola essenza diciamo: una è l’essenza delle tre persone, e: tre persone di un’unica essenza, prendendo tali genitivi come indicanti la forma.

Articolo 3

Se i nomi essenziali si dicano al singolare delle tre persone

I sostantivi si predicano delle tre persone soltanto al singolare, e non al plurale; gli aggettivi invece si predicano di esse al plurale.

Articolo 4

Se i nomi essenziali concreti possano designare le persone

Il nome Dio talvolta sta per l’essenza. Altre volte invece designa le persone: o una sola, o due o tutte e tre.

Articolo 5

Se i nomi essenziali presi in astratto possano designare le persone

Quanto è proprio delle persone e serve a distinguerle tra di loro non può essere attribuito all’essenza.

Articolo 6

Se le persone possano essere predicate dei nomi essenziali

Gli aggettivi nozionali e personali non possono essere predicati dell’essenza; lo possono essere invece i sostantivi, data l’identità fra l’essenza e la persona. E come è vero che l’essenza è le tre persone, così è anche vero che Dio è le tre persone.

Articolo 7

Se i nomi essenziali siano da appropriarsi alle persone

Per illustrare i misteri della fede era conveniente che si appropriassero alle varie persone gli attributi essenziali.

Articolo 8

Se gli attributi essenziali siano stati convenientemente appropriati alle varie persone  dai santi Dottori

Guardando a Dio nel suo essere si ha l’appropriazione proposta da sant’Ilario, secondo la quale al Padre viene appropriata l’eternità, la bellezza al Figlio, l’unità allo Spirito Santo.

Considerando Dio nella sua unità, sant’Agostino appropria al Padre l’unità, al Figlio l’uguaglianza, allo Spirito Santo la concordia o connessione.

Esaminando l’efficacia di Dio nel causare si desume l’appropriazione alle tre persone della potenza, della sapienza e della carità.

Osservando infine i rapporti fra Dio e le realtà create abbiamo l’appropriazione dei termini ex quo (dal quale), per quem (attraverso il quale), in quo (nel quale).