Trinità, persone e relazioni (I, 40)

Le persone in rapporto alle relazioni o proprietà

Articolo 1

Se in Dio le relazioni e le persone si identifichino

Si deve dire che le proprietà sono nelle persone, e ciò nondimeno sono le persone.

Articolo 2

Se le persone si distinguano per le relazioni

È più giusto dire che le persone, o ipostasi, anziché dalle origini, sono distinte dalle relazioni.

Articolo 3

Se facendo astrazione dalle relazioni  le persone possano essere ancora concepite come ipostasi

Se parliamo dell’astrazione [totale] con cui si astrae l’universale dal particolare, tolte le proprietà [o relazioni], resta l’essenza comune [alle tre persone divine], non però l’ipostasi del Padre, che figura come particolare. Se invece parliamo dell’astrazione [formale], togliendo le proprietà non personali rimane il concetto delle ipostasi e delle persone; togliendo per es. dal Padre l’idea di ingenerato e di spiratore, rimane il concetto di ipostasi o di persona del Padre. Se però eliminiamo mentalmente le proprietà personali non si salva il concetto di ipostasi.

Articolo 4

Se gli atti nozionali siano presupposti alle proprietà

Senza dubbio le origini indicate al passivo precedono concettualmente le proprietà anche personali delle persone procedenti […]. E similmente anche l’origine all’attivo è concettualmente anteriore alla relazione della persona originante che non è personale: come l’atto nozionale della spirazione attiva precede concettualmente la proprietà relativa innominata comune al Padre e al Figlio.