Uomo, stato e condizione dei progenitori (I, 94-102)

Lo stato e la condizione del primo uomo quanto all’intelletto

Articolo 1

Se il primo uomo abbia visto l’essenza di Dio

Considerando la condizione ordinaria della vita del primo uomo dobbiamo dire che egli non poteva vedere Dio per essenza, se non forse durante il rapimento di Gen 2,21.

Tuttavia l’uomo conosceva Dio in un modo più elevato del nostro: e così la sua condizione era, per così dire, intermedia fra quella dello stato attuale e quella della patria [celeste], in cui si vedrà l’essenza di Dio.

Articolo 2

Se Adamo nello stato di innocenza abbia visto le essenze angeliche

L’anima del primo uomo non poteva vedere gli angeli per essenza. Tuttavia li conosceva meglio di noi, secondo la sua percezione degli intelligibili spirituali più certa e continua della nostra.

Articolo 3

Se il primo uomo possedesse la conoscenza di tutte le cose

Il primo uomo fu creato in condizioni tali da possedere la scienza di tutto ciò che l’uomo può naturalmente apprendere […]. Ebbe quindi sulle verità soprannaturali tanto lume quanto se ne richiedeva per dirigere la sua vita in quello stato.

Articolo 4

Se l’uomo nello stato primitivo potesse ingannarsi

Non poteva succedere che, perdurando l’innocenza, l’intelletto dell’uomo aderisse a un errore come se fosse una cosa vera.

 

Su quanto concerne la volontà del primo uomo, cioè la grazia e l’innocenza

Articolo 1

Se il primo uomo sia stato creato in grazia

Anche la stessa subordinazione della ragione a Dio non dipendeva esclusivamente dalla natura, ma dal dono soprannaturale della grazia.

Articolo 2

Se nel primo uomo vi siano state le passioni dell’anima

Adamo non aveva le passioni riguardanti il male […]; e neppure quelle riguardanti il bene ancora assente, ma prossimo a conseguirsi […]. Non gli mancavano invece le passioni compatibili con il bene già presente […]; e neppure quelle che riguardano un bene futuro da conseguirsi a suo tempo […]. La cosa però avveniva in modo diverso che al presente.

Articolo 3

Se Adamo fosse dotato di tutte le virtù

L’uomo nello stato di innocenza aveva in qualche modo tutte le virtù […]. Le virtù che nel loro concetto non includono alcuna imperfezione esistevano pienamente in tale stato, sia come abiti che come atti […]. Ad esempio la fede e la speranza […]. Se invece l’imperfezione implicita ripugnava alla perfezione dello stato primitivo, allora tale virtù poteva esserci come abito, ma non come atto, per esempio nel caso della penitenza e della misericordia.

Articolo 4

Se le opere del primo uomo avessero un’efficacia meritoria minore delle nostre

Se consideriamo la misura del merito in rapporto alla grazia, le opere dell’uomo avrebbero avuto una maggiore efficacia meritoria nello stato di innocenza che dopo il peccato […].  E lo stesso si dica in rapporto al valore assoluto delle opere […]. In rapporto invece al loro valore relativo troviamo una maggiore fonte di merito dopo il peccato, data la fragilità dell’uomo.

 

Il dominio dell’uomo nello stato di innocenza

Articolo 1

Se Adamo nello stato di innocenza avesse il dominio sugli animali

L’uomo, nello stato di innocenza e prima del peccato, non trovava ribellione alcuna negli esseri che per natura dovevano essergli sottoposti […]. Quindi è evidente la subordinazione all’uomo degli altri animali.

Articolo 2

Se l’uomo avesse un dominio su tutte le altre creature

Nello stato primitivo l’uomo non aveva un dominio sugli angeli […], mentre dominava con i suoi comandi sugli altri animali […]. Dominava sulle piante e sugli esseri inanimati non perché avesse il potere di comandare ad essi e di mutarli, ma perché poteva servirsene senza trovare ostacoli.

Articolo 3

Se gli uomini nello stato di innocenza sarebbero stati tutti uguali

Bisogna riconoscere che nello stato primitivo ci sarebbero state delle disuguaglianze, almeno per il sesso […] e per l’età.

Ma anche quanto alle anime ci sarebbe stata diversità, sia per la santità che per la scienza […]. E ci poteva essere anche riguardo al corpo.

Articolo 4

Se nello stato di innocenza l’uomo avrebbe avuto un dominio sugli altri uomini

Lo avrebbe potuto avere non come un padrone sui suoi schiavi, ma come colui che governa e dirige.

 

La conservazione dell’individuo nello stato primitivo dell’uomo

Articolo 1

Se l’uomo nello stato di innocenza fosse immortale

Lo era per una virtù a lui conferita soprannaturalmente da Dio.

Articolo 2

Se l’uomo nello stato di innocenza fosse passibile

Era impassibile nel senso che non poteva essere privato della sua disposizione naturale.

Articolo 3

Se l’uomo nello stato di innocenza avesse avuto bisogno del cibo

L’uomo aveva una vita animale, che doveva essere alimentata.

Articolo 4

Se l’uomo nello stato di innocenza avrebbe conseguito l’immortalità mediante l’albero della vita

L’albero della vita era causa di immortalità, ma non in modo assoluto.

 

Le cose riguardanti la conservazione della specie

Articolo 1

Se nello stato di innocenza per moltiplicare il genere umano ci sarebbe stata la generazione

Nello stato di innocenza per moltiplicare il genere umano ci sarebbe stata la generazione.

Articolo 2

Se nello stato di innocenza la generazione sarebbe avvenuta mediante il rapporto sessuale

L’ordine della natura esige che l’uomo e la donna si uniscano sessualmente per generare. Nello stato di innocenza, essendo le forze inferiori totalmente sottomesse alla ragione, sarebbe mancata la deformità della concupiscenza smoderata.

 

Le condizioni fisiche della prole che sarebbe stata generata

Articolo 1

Se nello stato di innocenza i bambini appena nati avrebbero avuto una perfetta vigoria nell’uso delle membra

I bambini appena nati non avrebbero avuto la vigoria necessaria a muovere le membra per qualsiasi azione, ma solo per quelle che si addicono all’infanzia, come succhiare il latte e simili.

Articolo 2

Se nello stato primitivo sarebbero nate anche le donne

Nello stato di innocenza sarebbe stato generato l’uno e l’altro sesso.

 

Le condizioni morali della prole

Articolo 1

Se gli uomini sarebbero nati nello stato di giustizia [originale]

I figli sarebbero stati simili ai loro genitori anche nella giustizia originale.

Articolo 2

Se nello stato di innocenza i bambini sarebbero nati confermati nella giustizia

Non è possibile che i bambini nello stato di innocenza potessero nascere confermati nella giustizia.

 

Le condizioni della prole rispetto alla scienza

Articolo 1

Se nello stato di innocenza i bambini sarebbero nati perfetti nel sapere

Nello stato di innocenza i bambini non sarebbero nati perfetti nella scienza; tuttavia l’avrebbero acquisita nel tempo senza difficoltà, con l’indagine e l’insegnamento.

Articolo 2

Se i bambini appena nati avrebbero avuto il perfetto uso di ragione

Nello stato di innocenza i bambini non avrebbero avuto il perfetto uso della ragione che avrebbero avuto nell’età perfetta.

Tuttavia lo avrebbero avuto in un grado più perfetto che al presente, in ordine alle cose proporzionate al loro stato.

 

Il Paradiso terrestre, dimora dell’uomo

Articolo 1

Se il Paradiso sia un luogo materiale

Era conveniente che il Paradiso terrestre fosse collocato da Dio nella parte orientale.

Articolo 2

Se il Paradiso fosse un luogo adatto alla dimora dell’uomo

Il Paradiso terrestre era un luogo adatto alla dimora dell’uomo nel suo stato primitivo di immortalità.

Articolo 3

Se l’uomo sia stato posto nel Paradiso terrestre per lavorarlo e custodirlo

Il testo di Gen 2,15 può essere inteso in due modi. Primo, nel senso che Dio pose l’uomo nel Paradiso affinché lo stesso Dio lavorasse e custodisse l’uomo […]. Secondo, nel senso che l’uomo doveva lavorare e custodire il Paradiso.

Articolo 4

Se l’uomo sia stato creato nel Paradiso terrestre

Dio creò l’uomo fuori del Paradiso terrestre e poi ve lo collocò, perché lo abitasse per tutto il tempo della sua vita animale, con la prospettiva di essere poi trasferito in cielo, quando avesse conseguito la vita spirituale.