Virtù, cardinali (I-II, 61)

Le virtù cardinali

Articolo 1

Se [certe] virtù morali debbano considerarsi cardinali, o principali

È giusto che si pongano tra le virtù morali quelle che sono denominate principali, o cardinali.

Articolo 2

Se le virtù cardinali siano quattro

Il numero può essere desunto o in base ai principi formali o in base ai soggetti: e in tutti e due i modi si riscontrano quattro virtù cardinali.

Articolo 3

Se altre virtù debbano dirsi principali più di queste

Primo. Sotto l’aspetto di ragioni formali universali queste virtù si dicono principali, ossia generali, rispetto a tutte le virtù […].

Secondo. In quanto sono denominate da ciò che costituisce l’elemento principale nella materia rispettiva sono virtù specifiche, contraddistinte dalle altre. Tuttavia si dicono principali rispetto alle altre per la proprietà della loro materia.

Articolo 4

Se le quattro virtù cardinali siano distinte fra di loro

In quanto vengono determinate a speciali materie […], è chiaro che queste virtù sono abiti diversi, distinti secondo la diversità degli oggetti.

Articolo 5

Se le virtù cardinali siano ben ripartite in virtù politiche, purificanti,
proprie di un animo purificato ed esemplari

Le virtù possono essere considerate in quanto sono «esemplarmente» in Dio, e allora vengono dette esemplari.

In quanto invece si trovano nell’uomo in conformità alla sua natura politica, vengono dette politiche.

Alcune sono proprie di coloro che camminano verso la somiglianza con Dio: e queste sono dette purificanti. – Altre invece sono proprie di coloro che hanno già raggiunto la somiglianza con Dio: e queste vengono dette proprie di un animo già purificato.